Cause d'impatto ambientale

  • Ogni attività umana ha un impatto sull'ambiente.
  • Per alleviarlo, possiamo fare pressione sui decision maker (vale a dire coloro che "prendono le decisioni": governi, industria, ecc.) o intervenire sui nostri consumi quotidiani, dove i decision maker siamo noi.
  • Ci è già noto che ciascuno di noi può fare la differenza sul consumo di energia in casa e sui mezzi di trasporto usati.
  • Ma c'è un terzo aspetto molto più "potente", che ci consente di diminuire drasticamente il nostro impatto individuale: quello del cibo che scegliamo di mangiare. Il nostro menù può diventare molto più ecologista!
  • Passare a un eco-menù significa preferire gli ingredienti vegetali a quelli animali (carne, pesce, latticini, uova).
  • L'industria alimentare fa parte anch'essa del settore produttivo, consuma risorse ed emette inquinanti; in particolare il settore dell'allevamento è tra quelli con maggior impatto in assoluto.

Ottenere un eco-menù è molto più semplice di quanto si pensi!

Consigli pratici

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Se gli italiani passassero dall'attuale menù medio al menù vegetale medio tra quelli inseriti dagli utenti (a parità di calorie) servirebbe un 84% in meno di terreno destinato alla produzione alimentare: meno foreste disboscate e più ambiente naturale.

Testimonianza di Patrizia

Il passaggio a un eco-menù ha diminuito dell'80% l'impatto sull'ambiente, incluse le emissioni di gas serra: è più importante agire sulla dieta che sui trasporti! [Continua…]

Approfondimenti

L'impatto ambientale: cos'è

Le attività umane hanno un impatto negativo sull'ambiente derivante da diversi settori: quello produttivo, quello dei trasporti e quello dell'energia. Tale impatto consiste di diversi aspetti: consumo di risorse (terreno, acqua, combustibile), inquinamento (dei terreni, delle acque, dell'aria), disboscamento, alterazioni del clima. Tutto questo danneggia sia l'ambiente naturale che la nostra salute.

Da molti anni si tenta di capire quali sono le modifiche da apportare a questi settori al fine di ridurre più possibile il nostro impatto e non danneggiare ulteriormente il pianeta e vi sono dunque procedure per calcolare l'"impatto ambientale" dei diversi processi produttivi.

Chi ha il potere di intervenire?

Gli interventi possibili sono su due piani:

  • quello delle decisioni da applicare a livello governativo (nazionale o mondiale) o nei settori dell'industria, dove il singolo cittadino ha sì la possibilità di influenzare le scelte dei cosiddetti "decision-maker" (chi detiene il potete decisionale, in sostanza), ma si tratta di una possibilità piuttosto flebile e si può comunque ottenere soltanto organizzando un forte movimento d'opinione;

  • quello del singolo cittadino, con le sue decisioni personali, relative al suo stile di vita, alle sue scelte di consumo. Non dobbiamo pensare di essere impotenti di fronte allo spreco di risorse e all'inquinamento, e di dover delegare il potere (ma anche la responsabilità!) delle scelte a qualcuno che "sta sopra" di noi. Al contrario, abbiamo la possibilità di agire, non solo all'interno di um movimento d'opinione, ma anche con le nostre scelte quotidiane: i "decision-maker" siamo noi! Ne abbiamo il potere, e quindi la responsabilità.

Il nostro potere come singoli: i decision maker siamo noi!

Intendiamo qui spiegare come e in che misura ciascuno di noi può fare la differenza, per raggiungere un consumo sostenibile: ci occupiamo dunque dell'impatto ambientale delle scelte individuali.

In particolare ci focalizziamo sull'aspetto dell'alimentazione perché scegliendo COSA mangiare (non solo "quanto") il "risparmio" che possiamo ottenere in termini di impatto sull'ambiente è molto maggiore rispetto a quello che possiamo ottenete in altri settori delle nostre scelte quotidiane.

Dagli studi scientifici sul "consumo sostenibile" è noto che sono 3 i settori in cui il singolo cittadino ha potere immediato di intervento: il cibo che consuma, l'energia che usa in casa, i mezzi di trasporto che sceglie.

Tra i tre, la scelta del cibo è quella più importante, per 3 ordini di motivi:

1. in termini quantitativi ha il maggior impatto.

2. Ha il maggior livello di scelta personale perché non dipende dalle normative, dalla disponibilità di mezzi pubblici o di fonti di energia alternative, ecc. Sul "cosa mangiare", siamo i decision-maker.

3. Ha effetto immediato possiamo decidere come cambiare la nostra alimentazione e mettere in pratica subito il cambiamento.

Interveniamo sull'alimentazione: l'eco-menù

Ci concentriamo dunque sull'alimentazione, anche perché è, paradossalmente, il settore più trascurato, pur essendo il più importante: tutti sappiamo che se vogliamo ridurre il nostro impatto ambientale dobbiamo cercare di diminuire il nostro consumo di energia e fare attenzione ai trasporti, ma ancora pochi sanno che intervenendo sulle nostre scelte alimentari possiamo fare molto di più!

Nelle sezioni di approfondimento sui singoli impatti ma anche nelle testimonianze di singole persone, come anche nei tips, esempi pratici vedremo come la direzione da prendere sia quella di uno spostamento del nostro menu verso l'utilizzo di ingredienti vegetali e una diminuzione di quelli di origine animale, come carne, pesce, latte e latticini, uova. Naturalmente più si diminuisce meglio è, quindi l'ottimo è un menu 100% vegetale.

Questo accade perché l'allevamento di animali (e la pesca in mare, così come anche l'acquacoltura) è uno dei settori a maggior impatto ambientale, sia come consumo di territorio, di acqua, di energia, che come effetti su disboscamento, desertificazione, emissioni di gas a effetto serra e cambiamenti climatici.

E' a tutti gli effetti un settore produttivo come gli altri, e quindi anch'esso inquina e consuma risorse, e lo fa in maniera molto inefficiente, dato che, in media, per ottenere 1 kg di carne è necessario nutrire l'animale con 15 kg di vegetali, che sono per lo più appositamente coltivati.

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Ottenere un eco-menù è molto più semplice di quanto si pensi!

Consigli pratici

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